Progetto Eidos

Un progetto d’arte contemporanea diffuso nel borgo di Civita di Bagnoregio.

26 settembre — 10 ottobre 2026

Arte,
territorio,
visione.

Dal 26 settembre al 10 ottobre 2026 Civita di Bagnoregio diventa il luogo di un progetto d’arte contemporanea diffuso, capace di mettere in relazione opere, artisti, architettura, paesaggio e storia del territorio.

Progetto Eidos a Civita si sviluppa per quindici giorni attraverso differenti luoghi del borgo con mostre, performance, installazioni, reading e video. Il percorso coinvolge Casa Greco, Piazza San Donato, l’antica cisterna romana e il Giardino del Poeta, costruendo una trama di interventi che entra direttamente nel tessuto urbano e paesaggistico di Civita.

Il progetto riunisce tredici artisti e attraversa linguaggi differenti — ceramica, installazione, mixed media, pittura, scultura, performance art e video art — facendo del borgo non semplicemente lo scenario dell’esposizione, ma una parte integrante della ricerca artistica.

Il progetto

Eidos

Un borgo sospeso, nel tempo e nello spazio. E un gruppo di artisti che si è dedicato a popolarlo e interpretarlo, con opere, percorsi, immagini, azioni.

È questo il senso di Progetto Eidos a Civita di Bagnoregio, il piccolo e celebre centro medievale dell’Alto Lazio, che si apre all’arte contemporanea il 26 settembre 2026 con un mosaico di eventi per 15 giorni. Un filo d’arte che si dirama tra case e vie e giardini e vertigini di panorami; e si diffonde in mostre, performance, installazioni, reading, video.

Rievoca questo percorso d’arte la storica doppia vocazione di Civita: splendida isola sul suo sperone di roccia e crocevia nei secoli di commerci e pellegrinaggi; la via Francigena le passa accanto. Il racconto qui deve partire dal paese, che somiglia a un vascello pronto a salpare sul mare dei calanchi della Tuscia, ormeggiato alla “terraferma” attraverso un ponte pedonale.

Civita, frazione di Bagnoregio, è stata a lungo nota come “la città che muore” per le frane che l’hanno sezionata e consumata e, allo stesso tempo, conservata in una capsula temporale. Oggi è una “città fenice” che proprio dalle sue frane e dalle sue fratture è rinata, in parte consolidata, controllata, in equilibrio sulle oscillazioni del terreno: capolavoro di resilienza umana e dinamiche naturali in un territorio splendido e fragile insieme.

Il Progetto Eidos va oltre la classica esposizione ma prova a farsi sismografo e lente magnificante: in greco antico Eidos significa forma e insieme visione.

Il Progetto Eidos va oltre la classica esposizione ma prova a farsi sismografo e lente magnificante (in greco antico Eidos significa forma e insieme visione) entrando nel tessuto urbano e nel corpo del luogo: dai giardini e dai terrazzi che si affacciano su precipizi a un’antica cisterna di epoca romana, dalle memorie etrusche alle suggestioni medievali, fino ai recenti interventi sulle frane che attraversano i rioni e ai miraggi di prossimi, possibili futuri.

I curatori Fabio Sindici, Adina Drinceanu e Giorgia Grassi, il geologo Claudio Margottini, principale autore del salvataggio di Civita, gli artisti hanno agito in una sorta di complicità, tra di loro e con il territorio dalla storia millenaria, indagando il senso della bellezza in bilico, sempre pronta a spiccare idealmente un salto nel cielo mistico sul quale si affaccia l’eremo di San Bonaventura da Bagnoregio, proprio di fronte a Civita.

Casa Greco

La linea è mobile

Così nella Casa Greco, edificio che risale al Medioevo, dirimpettaia di una delle frane principali — oggi consolidata — le grandi carte della serie dei Nuovi Orizzonti del californiano Sean Gall attraversate da linee sottili e ondulate come i movimenti della terra e dell’anima si specchiano nella fragilità del territorio; i paesaggi astratti del pittore romano Luca Di Luzio evocano geografie in movimento e assestamento e dialogano con le sagome di legno dipinte della brasiliana Luciana Pretta Dos Santos, sculture come frammenti morbidi di terreno che fanno pensare a zattere di salvataggio per lo sguardo.

Ognuno a suo modo, i tre artisti compongono nella mostra La linea è mobile un racconto plurale di derive e congiungimenti che si addice alla storia e alla geologia di Civita e dei suoi calanchi.

Casa Greco è anche il perno di altre installazioni, come i delicati scarabocchi e le poesie di Voir Humain e Federica Ilacqua, foglietti riuniti in una coperta-mosaico adagiata su un letto di design, a contrappunto nella dimora medievale. O l’ologramma di Dora Tass, in cui la vecchia tecnologia, in questo caso un telefono fisso, diventa presenza e fantasma, una proiezione dal passato recente che ambisce al futuro.

Casa Greco, durante il Progetto Eidos, ospiterà una piccola biblioteca d’arte, dedicata al critico Pericle Guaglianone, recentemente scomparso, creata attraverso prestiti degli artisti e consultabile dai visitatori.

Casa Greco · Piazza San Donato · Cisterna romana

Noumeni

Un’altra mostra, Noumeni, soprattutto di sculture, s’intreccia alle opere de La Linea è mobile, partendo dall’esterno di Casa Greco per dirigersi verso l’interno di una cisterna romana sotto il suolo di Piazza San Donato e nelle vie e nei giardini adiacenti.

Tra i noumeni — idee che qui evocano l’energia segreta delle cose — ecco un quadro-scultura di Antonella Zazzera in fili di rame nel passaggio che conduce alla cisterna, rilucente tra le nicchie di tufo, il tessuto metallico come una maglia rimanda alle stringhe della fisica teorica e al tessuto spazio-temporale, alle pieghe determinate in questo dalla gravità; e ancora le sculture e gli ologrammi di Dora Tass, aureole di energie sopra le pietre, incudini che appaiono sospese nel vento, mentre aprono al gioco delle forme e delle idee le ceramiche dell’artista italo-russa Gulia Lusikova, scintillanti e metamorfiche.

Niente è stabile, nulla è fermo, tantomeno il gioco. Meno che mai l’arte.

Che riprende nel serbatoio grande della cisterna in un video firmato a due sguardi da Simona Cuomo Sabelli e Valentina Sciarra: una cascata quasi astratta, un occhio pulsante schiudono sull’essenza del principio femminile in un’altalena di rimandi che omaggia la grande stagione del surrealismo, rivisitata con tecnologie e sensibilità contemporanee.

Giardino del Poeta

Sotto la pelle
animali strani

Il gioco dell’arte è simbolo della natura e la natura umana si fa specchio e cura del paesaggio.

Nella performance Sotto la pelle animali strani di Alice De Crais e Giorgia Grassi, le derive e le fratture disegnate reciprocamente sui corpi delle due artiste hanno come palcoscenico il Giardino del Poeta al margine di Civita e come contraltare sonoro le voci delle due protagoniste che raccontano diversi punti di vista nella dinamica di un rapporto tra due donne.

Una visione per Civita

Complicità

Il Progetto Eidos propone una visione netta per Civita.

Il Progetto Eidos, con il sostegno di ERA, di Artineris, dell’International Traditional Knowledge Institute e con il patrocinio del Comune di Bagnoregio, propone una visione netta per Civita, in prospettiva anche della candidatura di Bagnoregio a capitale dell’arte contemporanea per il 2028 in tandem con la vicina Bolsena.

E prova a mettere un punto tra le mobili linee dell’arte e del territorio: un nuovo crocevia dove giochino di sponda cultura umanistica e scientifica, antropologia e nuove tecnologie, arti maggiori e minori. Con interventi di musicisti, urbanisti, scienziati, esperti del paesaggio, poeti in dibattiti e conversazioni pubbliche a commento dell’arte esposta.

E all’insegna della complicità.

Informazioni

Progetto Eidos a Civita

Periodo

26 settembre — 10 ottobre 2026

Vernissage

Sabato 26 settembre
15.00 — 21.00

Luogo

Civita di Bagnoregio
Bagnoregio (VT), Italia

A cura di

Fabio Sindici

Adina Drinceanu

Giorgia Grassi

Percorso

Casa Greco

Piazza San Donato

Cisterna romana

Giardino del Poeta

e altri spazi del borgo

Linguaggi

Ceramica · Installazione · Mixed media · Pittura · Scultura · Performance art · Video art